Carta 2000 dell’Ordine Francescano Secolare e

la testimonianza di Teresa

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(Parte Prima)  


Dalla Carta Ofs 2000

Professare oggi la Regola nel Terz’Ordine…

per essere nella Chiesa...totalmente della Chiesa..

per appartenere ad una famiglia spirituale…….

per accogliere una vocazione particolare………

per aderire con tutto il cuore,

con tutta l’anima e con tutta la mente,

con tutta la nostra forza

ad uno speciale progetto di Dio

per essere figli e sposi e fratelli e madri del

suo Figlio……

Professare è una scelta

nell’ordine dell’ “identità”…..

è il “compromettersi” in una azione, 

in divenire capace di generare beatitudine…….   

Interpretazione del Cantico delle Creature (P. Luigi Moro)

Dalla Regola Ofs

“Sepolti e risuscitati con Cristo nel battesimo che li rende membri vivi della Chiesa, e ad essa più fortemente vincolati per la professione, si fanno testimoni e strumenti della sua missione tra gli uomini, annunciando Cristo con la vita e con la parola. Ispirati a S. Francesco e con lui chiamati a ricostruire la Chiesa, si impegnino a vivere in piena comunione con il Papa, i Vescovi e i Sacerdoti in un fiducioso ed aperto dialogo di creatività apostolica”. (Art. 6)

Dalla testimonianza di Teresa

Teresa Di Janni in tutta la sua vita si rivela una donna piena di fede. Proprio la fede è la luce che dirige i suoi passi fin dalla fanciullezza. Confida moltissimo in Dio che è il principio e l’ultimo fine di tutte le sue azioni.

Cresciuta nel recinto sicuro di una famiglia cristiana, ha sperimentato la difficoltà del vivere integralmente la vita cristiana a contatto con un uomo che le circostanze della vita avevano reso apatico in materia religiosa. 

Tenerissima madre con i suoi numerosi figli, non esitò a chiedere al Signore la loro morte piuttosto che il peccato. Libera dai doveri che la legavano alla famiglia, tornò in lei il richiamo del chiostro; e, non potendo offrire se stessa, volle con la figlia, suora, un monastero da lei fondato.

Santa Chiara e San Francesco

Non mancava mai alla Messa quotidiana ed alla Comunione Eucaristica, pur essendo oberata sin da fanciulla dagli impegni ed obblighi familiari. Gesù Eucarestia era veramente per Teresa nutrimento e forza. E quando, durante una malattia, era costretta in casa diceva: “Ma perché o mio Gesù sono condannata a stare tanto tempo su questo letto di dolore! Stavo così bene vicino al Tabernacolo! Non vedere più quella porticina…quell’Ostensorio, quell’Ostia mi amareggia il cuore”.

Ha sempre aderito con tutta se stessa allo speciale progetto di Dio: “Quello che lui comanda – diceva spesso – è tutto ben fatto. Ci stritola col maglio, col torchio per purificarci e premere le virtù come col torchio si pigia l’uva. Bisogna tutto affidare a Lui”.

Dopo la sua morte è stato scritto: “Il più grande conforto è per noi – fratelli e sorelle -, in un’ora umanamente sì triste, il poter constatare che col caro volto di Teresa, impresso in fondo al cuore, resta ancora sulla terra la scia luminosa, il solco profondo del bene da lei operato e da Dio ritenuto indistruttibile”.

    

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