| Breve profilo biografico | |||||
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La nascita Teresa Di Janni nasce a Gaeta il 15 giugno 1872. Trascorre serenamente l’infanzia e frequenta la scuola elementare, ma a tredici anni deve abbandonare gli studi per l’improvvisa e immatura morte della mamma, avvenuta nel 1885. Questa triste circostanza impone a Teresa la grave responsabilità di fare da madre alle sorelle e al fratellino Giacinto ed aiutare il padre nell’amministrare la propria società. |
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Lo spirito di preghiera Malgrado
l’esiguità di tempo disponibile, Teresa ricrea il suo spirito leggendo
la Bibbia e le biografie di santi, sviluppando in lei un grande amore
verso Dio, la Madonna e il prossimo. E’ assidua all’Eucaristia
feriale. |
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La consacrazione Negli anni 1884-1886 si diffonde un’epidemia colerica. Teresa ne è contagiata e, durante una crisi della malattia, si consacra a Maria Santissima e al Signore emettendo voto di verginità. Tornata a casa aderisce al Terzo Ordine Francescano nella Parrocchia di San Giacomo Apostolo e all’associazione della Madonna Addolorata. Don Salvatore Catanzano, suo parente, ne viene a conoscenza e la dissuade dicendole che i voti si possono fare soltanto al compimento del 21° anno di età. |
Scapolare del Terzo Ordine Francescano |
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Il matrimonio A vent’anni, dopo le continue richieste di matrimonio avanzate da Giuseppe Magliozzi e le insistenze del padre, Teresa si sposa il 1° luglio 1893. Nascono i primi figli e gli anni di vita coniugale scorrono sereni fino al 1905 quando suo suocero, Antonio Magliozzi, coinvolge la famiglia in una crisi finanziaria. Nonostante tutto Teresa continua a fare la carità con cibo e medicine dei quali lei stessa si priva. |
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La carità verso il prossimo Ogni mattina si reca a Messa poi, sistemate le faccende di casa, esce per visitare chi ha bisogno di cure portando ciò che occorre ed esortando alla rassegnazione nella sofferenza per Amore di Gesù. Teresa non sta mai in ozio e tutto quello che prepara è solita condividerlo con alcuni poveri e persone vicine, anche se da loro ha ricevuto un torto. |
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Lo
spirito di penitenza Dal 1911 subisce molte disgrazie: il parto di una bambina moribonda, il cadere ammalata di vaiolo della figlia Maria, la morte del suocero Antonio, la morte del figlio Riccardino durante l’epidemia della “spagnola”, l’infezione tifoidea della figlia Erminia, la morte del marito Giuseppe. A tutte queste sciagure Teresa risponde “Iddio dà e Iddio toglie, fiat voluntas sua” e non perde mai la speranza in Dio, continuando come sempre ad assistere i bisognosi.
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L’ansia per la guerra Nel 1940 l’Italia entra in guerra. Per evitare i continui bombardamenti su Gaeta da parte degli alleati e i rastrellamenti delle truppe tedesche, Teresa si rifugia inizialmente a Pastena e poi si trasferisce a Roma dal figlio Antonio dove, nonostante i vari pericoli, continua a partecipare quotidianamente all’Eucaristia. |
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La povertà Conclusa
la guerra, Teresa, contenta che i propri cari sono tutti salvi, fa ritorno
a Gaeta dove trova la casa completamente distrutta e con essa ogni suo
bene. Teresa accetta ancora una volta questa contrarietà e va ad abitare
con la figlia Erminia in un appartamentino della nuora Olga. |
Immagine del centro di Gaeta, dopo la II guerra mondiale |
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Il sostegno per un monastero Molti dei suoi risparmi li utilizza per la costruzione di un monastero delle suore Romite Battistine a Pastena, nei locali della Chiesa Madonna delle Grotte, fatti edificare dalla figlia Maria, che, vi aveva a sua volta profuso gran parte del proprio stipendio come insegnante a Pastena. Più tardi, dopo la morte di Teresa, la figlia Maria diventerà suora, proprio in questa famiglia religiosa. |
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Il compimento del Giubileo Nel marzo del 1950, in occasione dell’Anno Santo, Teresa viene in pellegrinaggio a Roma, visitandovi le Basiliche del Giubileo con grande devozione e fede. Alla conclusione del viaggio, ricca di gioia interiore per ciò che ha compiuto e piena di serenità, si sente già pronta per l’ultimo viaggio di distacco da questo mondo. |
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Il distacco dal mondo Sentendosi vicina alla morte, si prepara a questo solenne momento raccogliendosi in preghiera ed affrontando senza lamenti le sofferenze di una breve malattia finale. Nelle prime ore del 24 agosto 1950, dopo aver ricevuto la visita del suo confessore, compie con il sorriso sulle labbra il grande passaggio alla nuova vita in Cielo. |
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Il riconoscimento della Chiesa Il
25 giugno 1982 la Congregazione per le Cause dei Santi autorizzò
l’introduzione della causa di beatificazione e canonizzazione della
Serva di Dio Teresa Di Janni ed il 12 luglio l’iniziativa venne
ratificata dal Santo Padre Giovanni Paolo II. Il
Processo Canonico diocesano iniziò il 25 settembre 1982, su decreto
dell’Arcivescovo di Gaeta mons. Luigi M. Carli e si concluse
il 28 gennaio 1990 sotto il nuovo Arcivescovo di Gaeta, mons. Vincenzo M.
Farano. Il 7 maggio 1994 la Congregazione per le Cause dei Santi emanò il Decreto di Validità dei processi cognizionale e addizionale.
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Il Processo Canonico Diocesano Costituzione del Tribunale Diocesano Essendo
stato autorizzato dalla S. Sede ad istruire il processo cognizionale per
la Beatificazione della Serva di Dio TERESA DI JANNI, con mio pubblico
decreto del 26 luglio u.s., ho stabilito che l’apertura del processo
abbia luogo nella Cattedrale di Gaeta sabato 25 settembre p. v., alle ore
17,00. In
ottemperanza a quanto stabilito dal Rescritto della S.Congregazione per le
Cause dei Santi in data 12 luglio 1982, prot. 1415-7/1982, a formare il
Tribunale Diocesano, nomino le seguenti persone:
GIUDICE
PRESIDENTE: Mons. Francesco Musella
CONGIUDICI: Can.co Don Marco Pimpinella
Can.co Don Giuseppe Parisi
PROMOTORE
DELLA FEDE :Don
Marciano
Buonaugurio
VICE PROMOTORE DELLA FEDE: Mons.
Raffaele
Bergantino
NOTAIO: Can.co Don Alberto Giordano
VICE-NOTAIO :Can.co Don Gerlando Fragapane
POSTULATORE DELLA CAUSA : P. Germano Elia Cerafogli OFM
Vice-postulatore
della causa: Mons. Giovanni De Vellis Le
predette persone presteranno il giuramento di rito in apertura del
processo cognizionale. Gaeta,
20 settembre 1982
L’ARCIVESCOVO + Luigi M. Carli |
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Chiusura
del Processo Canonico Diocesano Il processo canonico diocesano per la Beatificazione e Canonizzazione della Serva di Dio Teresa Di Janni durò cinque anni, durante i quali vennero tenute 189 sedute e venne chiuso il 28 gennaio 1990 con una seduta pubblica presieduta dall’Arcivescovo Mons. Vincenzo M. Farano, a cui seguì una solenne celebrazione eucaristica. Nel manifesto che annunciava la chiusura del processo diocesano descriveva Teresa come donna semplice ma che ha vissuto nello spirito del Vangelo la quotidianità della sua esistenza terrena, praticando in grado non comune l’esercizio delle virtù cristiane.
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Il manifesto che annuncia la chiusura del processo canonico diocesano |
Alcuni parenti della Serva di Dio, durante la celebrazione della chiusura del Processo Diocesano (in prima fila da sinistra, fra Giuseppe Magliozzi oh) |
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